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Il turismo naturalistico vale per l’Europa 925 miliardi di Euro

Il trend degli ultimi anni ha visto il turismo naturalistico incrementarsi in maniera esponenziale. La nuova classe di viaggiatori punta, infatti, alla riscoperta delle aree naturali in giro per l’Europa e, in questo contesto, l’Italia si inserisce ai primi posti della classifica attirando un turismo variegato indirizzato verso riserve naturali, aree marine protette e località montane di grande interesse naturalistico.

In vista della Giornata mondiale delle Aree Umide, in programma il prossimo 2 febbraio 2012, l’Europa ha stimato un giro d’affari per il turismo naturalistico pari a 925 miliardi di euro, dato in crescita che può rappresentare in maniera concreta uno strumento a tutela del patrimonio naturalistico dei diversi paesi.

Il dato sarà oggetto dei dibattiti e delle discussioni previste dalla Giornata Mondiale che, ormai dal 1997, è un appuntamento fisso per governi locali, ONG, associazioni turistiche e cittadini e si pone l’obiettivo di far conoscere e promuovere le cosiddette “zone umide” incentivando un turismo sano e controllato in queste aree.

Fondamentale è però evitare lo sviluppo di un turismo “selvaggio” che possa avere un impatto negativo sulle aree protette. Per questo motivo l’Organizzazione mondiale del turismo si impegna affinché in queste aree vi sia un turismo controllato e ad impatto zero.

 

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