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Recensioni finte? A smascherarle arriva un algoritmo

Al giorno d’oggi promuovere una struttura turistica sul web può sembrare un gioco da ragazzi, ma è davvero così?

Gli strumenti di web marketing e social media marketing offerti per la promozione delle strutture turistiche sono davvero allettanti. Molti albergatori si lasciano sedurre dal fascino del web e dei social network per spalmare un po’ di recensioni fake volte al miglioramento dell’immagine del brand e, talvolta, anche qualche recensione negativa a danno dei competitor.

Myle Ott, Yejin Choi e Claire Cardie del dipartimento di Computer Science – Computational Linguistics della Cornell University – hanno combinato nozioni informatiche, analisi semantiche, linguistiche e psicologiche per creare un innovativo algoritmo in grado di scovare con una percentuale di esattezza dell’89,9% le recensioni ingannevoli sui portali di web marketing turistico e sui siti che si occupano consigli di viaggio.

La ricerca, basata su una serie di test complessi, ha dimostrato che l’uomo non riesce a distinguere tra una recensione reale e una finta mentre il nuovo algoritmo, basandosi su analisi semantica e psicologica, offre un’elevata attendibilità dei dati.

Dallo studio è emerso che chi non ha soggiornato davvero all’interno della struttura si concentra molto di più su particolari esterni all’hotel (la vacanza, i luoghi visitati, gli spazi esterni) mentre, all’interno delle reviews reali, i contenuti sono più precisi e focalizzano l’attenzione sulle dimensioni della stanza, sul cibo della colazione o sull’accoglienza ricevuta al check-in.

Lo studio, finanziato dalla National Science Foundation e da aziende come Google ha aperto la strada ad una etica del web marketing turistico. La diffusione di strumenti di controllo, come il nuovo algoritmo, renderà più sicuri, credibili e trasparenti i siti di recensioni.

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